Il Presidente ringrazia le forze dell'ordine. Preso l'Unabomber.

TORINO. Esperto in esplosivi, e una lunga militanza nell’area anarco insurrezionalista italiana. Giuseppe Sciacca, 40 anni, residente in provincia di Verona, è stato arrestato dalla Digos di Torino con l’accusa di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo. A incastrarlo è stato il suo Dna, isolato sul sistema di attivazione del congegno esplosivo inviato alla società alla sede romana della Ladisa ristorazioni Spa recapitato l’8 marzo 2016, all’interno di una busta pluriball con 22 grammi di polvere pirotecnica con innesco a strappo collegato a una batteria a 9 volt e un lampadina: plico che fa parte di una serie di spedizioni legate alla campagna di contestazione avviata negli anni scorsi dai gruppi anarchici contro società e enti fornitori di beni e servizi ai centro di permanenza ed espulsione.

L’arresto dell’attivista veronese è un’evoluzione dell'indagine della Digos per associazione sovversiva che lo scorso febbraio aveva portato alla chiusura del centro sociale Asilo Occupato di via Alessandria e all’arresto di sei militanti. Indagine ben più ampia, che in realtà coinvolge decine di attivisti dell’area anarcoinsurrezionalista.

Sciacca è considerato il «bombarolo» del gruppo anarchico torinese, con storiche amicizie con esponenti dall’Asilo. A lui viene attribuita al momento una sola busta esplosiva, ma vista la tecnica replicata nelle altre spedizioni, è sospettato di averle quantomeno ispirate. Il 30 marzo scorso, in occasione della manifestazione internazionale indetta contro lo sgombero dell’Asilo Occupato, Sciacca faceva parte del gruppo «nero» fermato dalla Digos in via Aosta, con un arsenale di bombe molotov e oggetti contundenti, prima di raggiungere il corteo principale. In quei giorni fu recapitata una busta esplosiva alla sindaca Chiara Appendino, confezionata in modo simile. L’esponente anarchico è già stato condannato in via definitiva per il lancio di due ordigni esplosivi contro il comando della polizia municipale di Parma, il 20 ottobre 2008.

Il Presidente del Cda di Ladisa Srl, dott. Francesco Sebastio, ringrazia le forze dell’ordine e la magistratura torinese per aver fatto luce su uno degli episodi che ha visto l’azienda più volte oggetto di inqualificabili attacchi e intimidazioni.
Tali fatti, che nulla hanno a che fare con la democrazia, sono stati puntualmente denunciati da Ladisa e – come in questo caso - scoperti con l’identificazione dei responsabili.

News de LaStampa di Torino>  

Rassegna Stampa

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