FASE 3 / Il ridotto impatto ambientale

Il progetto Restart consentirà il raggiungimento di nuovi e importanti obiettivi nella c.d. ristorazione ecosostenibile, attraverso il ricorso a ulteriori interventi di efficientamento energetico e di riduzione dell’impatto ambientale del processo produttivo.

Il nuovo stabilimento (ex Ime) sarà dotato di un parco fotovoltaico di 726 pannelli che svilupperanno una energia media annuale di circa 260 MWh: sarà affiancato da un impianto Solar Cooling, che consiste nell’abbinamento tra pannelli solari termici e una macchina frigorifera che consente di produrre freddo, sotto forma di acqua refrigerata o di aria condizionata, a partire da una sorgente di calore. Il Solar Cooling apporta benefici su due fronti: risparmio energetico e riduzione di emissioni.

A tale intervento si somma quello - già esistente - dell’attuale stabilimento industriale, ricoperto di poco meno di 800 pannelli fotovoltaici: sviluppano anch’essi un’energia annuale di 265 MWh che nel 2017 hanno consentito di non immettere in atmosfera 189 tonnellate di CO2.

In un suolo attiguo alle due aree sede dei due impianti, sarà realizzato un digestore anaerobico comprendente un’area di accumulo rifiuti organici e un impianto di gestione e fornitura del biogas prodotto; gli impianti permetteranno, oltre che la produzione di energia pulita, anche una riduzione dei rifiuti da smaltire in quanto il principale flusso di rifiuti generati nel servizio di ristorazione collettiva è rappresentato da quello organico.

Contestualmente l’area verrà fornita di un innovativo impianto di quadrigenerazione con turbina di derivazione aeronautica per la produzione combinata di energia elettrica, acqua calda e fredda e vapore. L’energia elettrica sarà destinata alle utenze del centro cottura, fatto salvo eccedenze che verranno cedute in rete; l’energia termica, invece, congiuntamente a quella prodotta dalle caldaie esistenti, servirà per produrre acqua calda sanitaria. In questo modo è possibile giungere ad un notevole risparmio sulle fonti energetiche primarie con significativa riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera.

Tale intervento consentirà una contestuale produzione (e dunque risparmio) di altri 1898 MWh. Complessivamente, si stima che a regime, l’intero complesso industriale produrrà ed utilizzerà energia pulita pari a circa 2.500 Megawatt evitando di approvvigionarsi dalla Rete e consentendo un risparmio di CO2 in atmosfera pari a 1.745 tonnellate.

ENERGIA AUTOPRODOTTA

Ladisa Srl utilizzerà altresì le acque sotterranee da destinare a uso domestico, estraendole da un pozzo sito nel lotto oggetto dell’investimento: a tal fine è prevista la realizzazione di un impianto di trattamento delle acque che elimini i batteri presenti e migliori le caratteristiche chimiche dell’acqua.

Tutto questo lo si può ottenere attraverso la disinfezione che comporta l’inattivazione dei microrganismi patogeni di qualunque tipo (disinfezione primaria) e mantiene un’elevata qualità microbiologica dell’acqua (disinfezione secondaria), tale processo sarà preceduto da un trattamento di filtrazione fine e di assorbimento a carboni attivi per eliminare eventuali sostanze disciolte in acqua.

L’acqua sarà utilizzata esclusivamente per l’irrigazione delle aree verdi e il lavaggio degli automezzi. Al fine di ridurre il consumo di acqua potabile e da corpo idrico sotterraneo, si adotteranno sistemi che consentano il recupero e riutilizzo delle acque meteoriche e delle acque reflue opportunamente trattate con sistema MBBR (Moving Bed Bio Reactor), attraverso l’installazione di un sistema di reti duali, che prevede di differenziare le reti di distribuzione delle acque.

SOSTENIBILITÀ IDRICA